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ARTEPADOVA 2017

10-13 Novembre 2017 Padiglione 8 Stand 10-12 Orario: Venerdì, sabato, Domenica ore 10.00-20.00 Lunedì ore 10.00-13.00


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OMAGGIO A NAG ARNOLDI

La Galleria Giorgio Ghelfi in occasione della 119° Fieracavalli di Verona, dedica una mostra personale all’ artista ticinese Nag Arnoldi. Opere in bronzo (Cavalli, Tori, Gufi, Giocolieri, Prigionieri, Trittici) ma anche opere ad olio su tela e disegni su carta renderanno omaggio al grande artista scomparso quest’anno. Mercoledì 25 Ottobre 2017 ore 18.00 EVENTI FIERACAVALLI In collaborazione con la Galleria Giorgio Ghelfi, Fieracavalli dedica la prima monografia allo scultore ticinese Nag Arnoldi a cui si deve il cavallo in bronzo posto all'ingresso della fiera e diventato simbolo della manifestazione: il Cavallone. Un’opera d’arte imponente, un cavallo che scalpita davanti all’ingresso principale della Fiera, simbolo di forza e potenza, che racchiude lo stile inconfondibile di Arnoldi, ispirato dai più grandi artisti europei, primo fra tutti Picasso con la sua Guernica. Distribuita in 5.000 copie durante la manifestazione, la pubblicazione vuole essere un tributo all'artista ticinese scomparso il febbraio scorso e che ha dedicato gran parte del suo lavoro allo studio del cavallo. A breve sarà disponibile la pubblicazione che verrà distribuita durante i giorni della manifestazione


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BERNARD AUBERTIN

In mostra dal 9 al 24 giugno - Galleria d'Arte Giorgio Ghelfi - 25 opere scelte, dai tableaux clous (quadri chiodi) ai tableaux fils de fer (quadri fil di ferro), ai dessin de feu (disegno di fuoco) o ancora i parcours d'allumettes (percorsi), fino ad arrivare alle automobili bruciate e strumenti musicali. Nato nel 1934 a Fontenay-aux-Roses, fu tragli animatori del “Gruppo Zero” di Düsseldorf con Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker. A questo periodo risalgono i suoi primi monocromi. Proprio dopo aver visitato lo studio di Yves Klein, l’artista “…capisce in che direzione cambiare il suo modo di fare pittura. Sceglie istintivamente di lavorare con il rosso, riconoscendolo come portatore di una forza primordiale e liberatoria, capace di incarnare quell’ansia di ridefinizione dei canoni stilistici e estetici che sentiva sempre più pressante in sé. Il gesto energico dell’artista è presenza viva, ancor più che nei Monochromes rouges, in una serie di opere di due anni successiva, i Tableaux-clous, in cui cerca di rompere con la bidimensionalità della pittura nel tentativo di conferire “una nuova vibrazioneal monocromo”. Pianta dei chiodi su delle tavole di legno, trapassandole da parte a parte…”* Parallelamente realizza i suoi primi tableaux feu (quadri fuoco) in cui i chiodi sono sostituiti da fiammiferi, che vengono poi dati alle fiamme. Insieme ai quadri, realizza anche sculture con il fuoco: incendia oggetti di uso comune, da strumenti musicali a libri fino alle automobili. La sua attività artistica si è svolta inizialmente a Parigi e poi dagli anni ‘70 a Brest e per lunghi periodi tra Brescia e Verona. Dal 1990 viveva e lavorava a Reutlingen in Germania. Si è spento il 31 agosto 2015.


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Per una prima introduzione all’arte di Nag Arnoldi (Locarno 18 settembre 1928 – Lugano 9 febbraio 2017)

Per cercare di trovare la cifra e il codice che sono la trama intima, quella che giustifica tutte le creazioni artistiche, bisogna risalire all’origine della spinta culturale ed emotiva che ha motivato ed animato la scelta di Nag Arnoldi di non fare l’odontotecnico, come voleva suo padre, ma l’artista. La cifra Nag la scopre in una mostra e in un quadro: Guernica a Palazzo Reale a Milano, e, naturalmente, Picasso. Di lì, quindi, dallo strazio, dalla denuncia civile, morale, umana di quel quadro, dall’esigenza di capire il perché della vita e della morte, non per dare risposte, ma trovare il segno che ammonisce e il pensiero che esplora. Da questo impegno umano a tutto campo parte il lungo cammino della sua ricerca – più di sessantacinque anni - e della sua esistenza artistica: dal 1953, anno della mostra di Picasso a Palazzo Reale, che produce la prima mostra di Nag pittore alla Galleria del Sole di Castagnola e Sala Municipale nel 1954. Nag aveva venticinque anni. Non un ragazzino dunque. Un uomo che ha fatto la scelta della vita. Ad accompagnarlo ci sono gli atelier luganesi dei Chiattone, c’è il pittore che sempre lo ispirerà, Hodler, e gli artisti italiani che sconfinano spesso nel Canton Ticino: Marino Marini, ad esempio. E il maestro di tutti gli scultori del XX secolo: Arturo Martini. Si sarebbe tentati di scrivere che Nag in Guernica ha già visto, o intravisto, i suoi cavalli, i tori, gli astati, i gufi, gli origami, il minotauro: troppo riduttivo: tuttavia da tenere in qualche modo presente, perché lo sviluppo della sua ricerca, per ora, per tutti gli anni Cinquanta, è pittorica e lo svolgimento complesso nei passaggi fino alla scultura richiederà tempo, azioni, partenze e ritorni. Però la pittura di questi primi anni è ricerca di spessori plastici con valori cromatici essenziali: da bassissimo rilievo, se così posso scrivere, non lontani dalla prossima meta che saranno le composizioni di derivazione tardo futurista con rilevanze grafiche raggiste, su metalli non fusi ma composti, come avverrà alla fine del decennio con Gli Arceri del Sole, un rilievo in ferro di 900 cm. (ora al Ginnasio di Bellinzona): creazione unica e centrale per la comprensione della ricerca artistica di Nag. È nel crogiuolo di questi anni, dalla fine degli anni ’40 alla fine degli anni ’50, che va cercata la più lontana matrice, la più profonda, della sua ricerca e della sua arte, che, non casualmente, di lì a poco, partendo Nag per il Messico, cercherà e troverà le consonanze più forti nel recupero dei primitivismi che la cultura e la ricerca artistica messicana gli porgevano nella vivezza spontanea dei grandi maestri che a Città del Messico avrebbe incontrato: Tamajo, e Siqueiros. Si completa la tappa fondamentale della sua maturazione, che così posso riassumere: Nag Arnoldi nasce artisticamente tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50, a Lugano. Il dato non è indifferente. Storicamente parlando, Lugano e il Canton Ticino sono la confluenza naturale delle esperienze nordiche verso la Pianura Padana, con il riflusso a nord della ricerca lombarda e milanese in particolare. Marino Marini a Lugano, durante la seconda guerra mondiale, incontra e comprende l’esperienza espressionista che non aveva incontrato e compreso nella nordica Milano. A Lugano Marino e Antonio Chiattone incontrano e filtrano l’esperienza milanese che fluisce fino alla rive dei laghi svizzeri. Milano è vicina, come seconda patria storico-culturale e come meta per la visione delle grandi mostre che quivi vengono allestite e delle opere e degli artisti che di Milano fanno una capitale culturale europea. Una full immersion nei lavori di Nag dimostra e conferma che la cultura europea e la cultura messicana confluiscono nel filone fondamentale della sua ricerca: il filone magico-misterico. Con questo animo Nag vivrà fino alla fine, nella pittura, nelle composizioni, nelle sculture, la sofferenza, il dramma, la violenza della più forte pittura espressionista: da Soutine a Nolde, da Munch alla tragica ironia di Grosz e Dix e le coniuga nell’esperienza messicana con la passione ardente della pittura rivoluzionaria e ardente dei Tamajo e dei Siqueiros. Semplifica molto presto la tavolozza, prediligendo il rosso con la sua carica di irruenza e la sua intensa allusività e il nero della passione che non rinuncia alla lotta. La sua, dall’inizio alla fine, cioè a quegli ultimi gessi che lo scorso autunno, per l’ultima volta consegnava alla Galleria Ghelfi per la fusione, è un’arte che sempre più mi appare impregnata del sapore della terra: nel senso più comune e profondo del termine. Ho avuto il privilegio di passare con lui intere giornate nello studio di Comano, perché solo là si poteva comprendere come la sua arte nascesse impastata di lavoro, di sudore, di contatto con un’antica realtà quotidiana e con gli oggetti di questa realtà, con gli affetti domestici quotidiani, con il tempo delle stagioni, con il profilo dei monti che coronano il lago di Lugano, con i crinali delle colline di Comano su cui Nag ha costruito la sua casa, la sua vita. Sono questi gli oggetti di montaliana memoria che lo hanno fatto vivere ( e faranno vivere per sempre le sue opere) e gli hanno permesso di trovare il varco per passare oltre la rete del buio, dell’annullamento, della massificazione. Non è stato un tipo di crisi decadente a chiarire a Nag tutto ciò. Bensì un’altra inquietudine: la paura, la gioia, le speranze, i progetti della nuova cultura messicana con il suo fondo originale tragico che salda, in maniera per noi non sempre comprensibile, la civiltà europea (spagnolesca) con le civiltà precortesiane. Nag ha coscienza chiara di tutto ciò: della sua crisi e della crisi della nostra società e della nostra civiltà. Queste sono le note a mio avviso necessarie per spiegare la sua storia e il successo che la sua arte riscosse fin dagli inizi con esposizioni (sono più di centotrenta) in tutte le più grandi gallerie e musei del Nord America e del Messico, dell’Europa (fino a San Pietroburgo), ma anche dell’Italia, fino all’ultima grande antologica al Palazzo Reale di Milano nel 2011, che raccoglieva l’esperienza e le ricerche dei trent’anni trascorsi dall’altra grande antologica, quella realizzata dalla Galleria di Giorgio Ghelfi agli Scavi Archeologici del Palazzo dei Tribunali di Verona dal 20 luglio al 20 settembre 1990. Per il trigesimo della morte avvenuta il 9 febbraio 2017


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BUON NATALE

La Galleria d’Arte Giorgio Ghelfi augura a tutti BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO MERRY CHRISTMAS AND HAPPY NEW YEAR


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Tre grandi maestri a confronto: Nag Arnoldi, Fernandez Arman, Arnaldo Pomodoro

Venerdì 2 dicembre 2016 alle ore 18.00 Opere selezionate, pezzi unici e multipli di tre scultori contemporanei internazionali. Il bestiario e il sacro di Arnoldi, gli strumenti musicali e le accumulazioni di Arman, ed infine, le sfere e le piramidi di Pomodoro. Seguirà cocktail. La mostra chiuderà sabato 24 dicembre 2016.


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ARTE PADOVA 2016

Padiglione 8 - Stand 10/12 - 11/14 Novembre 2016 da Venerdì-Sabato-Domenica orari 10.00/20.00 e Lunedì orario 10-13


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Michele Roccotelli - "Mediterraneo"

Dal 01 al 15 Aprile 2016 Inaugurazione venerdì 1 Aprile ore 18.00 BIOGRAFIA Michele Roccotelli è nato a Minerario Murge e a Bari ha seguito gli studi artistici, che ha perfezionato a Roma. Iscritto alla facoltà di Architettura ha rivolto ben presto i suoi interessi alla pittura e all'insegnamento. Ha cominciato ad esporre nel 1968 e da allora ha allestito numerosissime personali. E' presente, sotto invito in prestigiose rassegne nazionali e fiere d'arte contemporanea: Arte Fiera di Bologna, Arte Roma, Fiere di Bergamo, Padova, Carpi, Miarte ecc., e a tutte le edizioni dell'Expo-Arte di Bari, sempre ospitato da prestigiose gallerie italiane, a partire dallo Spazio Giovane, con segnalazioni della Galleria Marescalchi di Bologna nel 1982. Successivamente negli spazi espositivi dell'Ariete, della Galleria Ghelfi di Verona e Montecatini. In esse espone in permanenza da circa trenta anni. Stringe amicizia con Franco Solmi, che lo presenta in cataloghi e monografie, allestendo mostre nelle più importanti città italiane ed estere. Già nel 1985 espone a Bruxelles e ad Ottawa nel 1988, per una mostra personale organizzata dall'Università e Scuola d'Arte canadesi. Nel 1989 è a Celle in Germania, nella galleria Halbach. Nel 1995 espone opere di grande dimensione all'Intercontinental Galerie di Vienna e alla Iniziative Agence Consci! en mèdia di Jouxtens, Svizzera. Gli assessorati alla cultura di città italiane gli organizzano personali e retrospettive e in qualità di rappresentante qualificato e significativo della pittura locale, tiene una personale nel castello svevo di Barletta nel 1990 e nella chiesa delle Monacelle ad Ostuni e nella chiesa galleria di S. Giorgeto a Verona. Opera nel 1997 con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata nell'ambito del Festival della Terra delle Gravine. E' presente in Biennali d'arte ed è stato più volte insignito di importanti premi. Si è dedicato attivamente alla ceramica prendendo spunto dalle forme e tecnichepugliesi per nuove invenzioni. Alberto Bevilacqua gli presenta una serie di serigrafie acquerellate in cartella-cofanetto edito Bugatti di Ancona. Illustra libri di narrativa per noti scrittori, fa parte della Myle Art, esegue lavori pubblici per hall di alberghi, ospedali, palestre. All'estero espone in permanenza nella galleria "Maringer" di St. Pòolten, Vienna e nella Galleria Halbach di Celle-Amburgo. Nella Spartkasse Gallerie di Munchen, nel 1996, tiene una prestigiosa personale di 50 grandi opere. Sempre presente, in qualità di espositore ed animatore, negli spazi aperti all'arte, della Fiera del Levante di Bari, curati da Ester Milano. Biography Michele Roccotelli was born in Bari and Minerrario Murge and has followed his artistic studies , he has perfected in Rome. Joined the faculty of Architecture has addressed soon his interest in painting and teaching. He began exhibiting in 1968 and since then has set numerous personal . And ' this , in the invitation to prestigious national exhibitions and contemporary art fairs : Arte Fiera Bologna , Rome Art Fairs, Bergamo , Padua , Carpi , etc. Miarte . , And all editions of the Expo -Arte di Bari , always hosted by prestigious Italian galleries , starting from Space Young , with reports of Marescalchi Gallery of Bologna in 1982. Later in the exhibition of Aries, the Gallery Ghelfi of Verona and Montecatini . In these exhibits permanently by about thirty years. He befriends Solmi Franco , who introduced him in catalogs and monographs , organizing exhibitions in the most important Italian and foreign cities . In 1985 he exhibited in Brussels and Ottawa in 1988 for an exhibition organized by the University and the School of Art in Canada. In 1989 in Celle in Germany , in the gallery Halbach . In 1995 he exhibited works of great size Intercontinental Galerie in Vienna and Initiatives Agence Aware ! en average of Jouxtens , Switzerland. The Departments of the Italian city of culture and retrospectives organized and qualified as a representative and significant local painting , holding a staff in the Swabian Castle of Barletta in 1990 and in the church of Monacelle Ostuni and gallery in the church of S. Giorgeto in Verona . Created in 1997 with the Superintendence for Artistic and Historical Heritage of Basilicata part of the Festival of the Earth of the Ravines . E 'in Art Biennials and has been repeatedly honored with the awards. It is actively devoted to ceramics inspired by the forms and tecnichepugliesi for new inventions. Alberto Bevilacqua presents him with a series of screen prints in watercolor box - edited directory of Bugatti Ancona. Illustrates fiction books for well-known writers, is part of the Art Myle , performs public works for hotel lobbies , hospitals, gyms. Abroad permanently exhibited in the gallery " Maringer " St. Pòolten , Vienna and in the Gallery Halbach Celle and Hamburg . In Spartkasse galleries Munchen, in 1996 , holds a prestigious staff of 50 works great. Always present as an exhibitor and animator , art in open spaces , the Fiera del Levante in Bari , edited by Esther Milan.


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Next, no thanks di Richard Collins

Sabato 16 Aprile 2016 dalle ore 18.30 - 19.30 Presenta la nuova raccolta di poesie Introduce Vera Gajiu Aperitivo con l'autore


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Gianni Rossi: Jazz&Blues

Miles Davis Tribute : cm.100x100 acrilico su tela (2005) Homesick James : cm. 85x100 acrilico su tela (2008) Harold Land : cm.80x100 acrilico su tela (2005) John Coltrane: cm 90x90 acrilico su tela (2008) ..... il Jazz ha via via assunto una sua autonomia e una liceità artistica di grande prestigio attraverso Personalità eccezionali, Solisti geniali, improvvisatori, straordinari talenti .


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FESTIVITA' 2015/2016

I migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo Opera di Bernard Aubertin


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Marco Tamburro: identità

".........Pittore visionario che attraverso le sue opere, mette in luce una realtà condivisa oggettivamente riuscendo a coglierne l'animo vero. La sua produzione incarna i concetti di evoluzione e cambiamento........Sceglie Rubinetti e Poltrone, filoni Pop come soggetti-oggetti del proprio lavoro, trasformandoli in simboli intrisi di significato." (Martina Savi) in collaborazione con Inlingua - Verona


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ARNOLDI in Piazza Erbe

Anche quest’anno, la Galleria d’Arte Giorgio Ghelfi di Verona, ripropone l’esposizione della scultura equestre “Tre cavalli in posa” del Maestro Nag Arnoldi. La scultura occuperà il consueto spazio in Piazza Erbe: quest’anno però resterà in esposizione non solo per il periodo della “Fiera Cavalli”, come importante complemento culturale della manifestazione fieristica, ma fino al 15 Gennaio 2016.


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Collettiva Internazionale

In occasione di ArtVerona dal 13 al 25 ottobre la galleria organizza una collettiva di autori del 900’ Italiano/Internazionale: Accardi, Appel, Arman (Sculture), Arnoldi (Sculture), Berrocal (Sculture), Campigli, Corpora, Crippa, De Chirico, Del Pezzo, Festa, Gentilini, Guidi, Hess, Mastroianni, Pomodoro (Sculture) Scanavino, Semeghini, Schifano, Sironi, Soffici, Tamburi, Turcato Autori Veronesi moderni e contemporanei Albertini, Antolini, Butturini, Farina, Pigato, Zoppi Altri Autori Contemporanei Andreoli, Capelli, Capellini, Roccotelli, Tamburro


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L'ORO di Nag

Il parco di Cureglia, la chiesa di Campione, la rotonda di Bulle, l’isola di Mainau, Locarno-Muralto e villa Castagnola… ho lavorato con Nag sulla grande scala. Ora, a Mendrisio, Nag si ripresenta nella bottega di un noto orafo proponendo le piccole dimensioni. Mi sono chiesto se le opere di Nag in miniatura abbiano la medesima forza delle grandi sculture collocate in contesti urbani e che reggono il confronto con piazze, chiese, parchi e cortili.La mia risposta è affermativa. Pur trattandosi di miniature esse evidenziano ulteriormente l’abilità dell’artista, che si muove con la stessa agilità che gli è propria nelle grandi sculture. La loro preziosità non risiede soltanto nel materiale pregiato ma anche e soprattutto nella delicatezza del gesto. Questi piccoli capolavori evocano le culture antiche come i bronzetti nuragici – tanto cari a Giacometti –, le sculturine egizie, fenicie e etrusche che ci riportano ad un mondo in cui il simbolismo era carico di significati e che purtroppo oggi è andato perso. Dal grande al piccolo... La coerenza espressiva di Nag è la riconferma di un figurativismo, per lungo tempo negletto a vantaggio di un astrattismo talvolta privo di valori artistici, che oggi sta riemergendo in tutta la sua forza; una tenacia confortata anche dalla grandissima capacità di esprimere plasticamente in modo magistrale le forme. La collocazione di queste piccole grandi opere avviene in uno spazio destinato normalmente ai gioielli. Queste sculture sono gioielli che non si indossano… ma che, grazie alla loro forza esaltata anche dal prezioso materiale che luccica, illuminano e dominano lo spazio che sarà loro destinato dai fortunati collezionisti. Architetto Attilio Panzeri


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NAG ARNOLDI a Mahon Minorca

La scultura "Tre Cavalli" davanti la Cattedrale di Mahon (Minorca).


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PETER DEMETZ

Inagurazione venerdì 12 giugno ore 18.00, mostra personale con 15 opere selezionate per l'occasione. Sarà presente l'artista. 12-28 giungo 2015


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SIMONE BUTTURINI - mostra "Luci e Parole. Interno Esterno: colazioni e architetture industriali"

Contaminazione d'arte tra natura e cucina nella nuova mostra di Simone Butturini 20 opere del pittore evidenziano il legame intimo e necessario tra l'ambiente, l'uomo, la natura e il cibo, in un dialogo tra presente e passato - Tra i dipinti nella mostra legata a Expo Veneto un omaggio all'alta cucina italiana rappresentata dallo chef pluristellato Giancarlo Perbellini - Nel vernissage del 15 maggio il film di Luca Caserta "La fabbrica della tela" che racconta la nascita di una tela-dipinta dell'artista. 15-31 maggio 2015 inaugurazione venerdì 15 maggio alle 18


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Opere uniche di Giacomo Manzù, Arnaldo Pomodoro, Nag Arnoldi, Luciano Minguzzi, Cesar, Fernandez Arman, Umberto Mastroianni, Richard Hess

Manzù: Donna che guarda e Colomba (pubblicate) Pomodoro: Rilievo e Piramide Arnoldi: Cavalli Minguzzi: Acrobata, Formelle Portale di S. Fermo, Donna sull'altalena Cesar: Espansione latte Arman: Cello e Mandolino Mastroianni: Composizione Hess: Maternità, Figura in Posa, Prigioniero


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Mauro Capelli - Ombre Colorate

Nelle sue tele di ampie dimensioni si mescolano colori intensi e poetici dai quali emergono collage allo stato grezzo. i quali rendono le opere concrete, vive, genuine ed a tratti ruvide. Sarà presente l'artista


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LUCIANO MINGUZZI: sculture e disegni

Sabato 21 febbraio 2015 ore 17.00 Vernissage - Incontro con le opere di Luciano Minguzzi Chiesa Superiore S. Fermo Maggiore di Verona l'esposizione proseguirà fino a domenica 29 marzo 2015 Ore 20.00 Concerto di Jeannivée Guthrie Chiesa Inferiore di S. Fermo Maggiore


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Feste Natalizie

Buone Feste!


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COLLETTIVA DI NATALE: 900' ITALIANO E INTERNAZIONALE

OPERE del '900 ITALIANO E INTERNAZIONALE Accardi, Angeli, Appel, Arman, Arnoldi, Bianco, Campigli, Corneille, Crippa, De Chirico, Del Pezzo, Festa, Kounellis, Lindstrom, Radice, Santomaso, Scanavino, Schifano, Turcato, Veronesi


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ArtePadova 2014

Inaugurazione giovedì 13 novembre ore 18.00. Apertura al pubblico da venerdì 14 a lunedì 17 novembre 2014. PADIGLIONE 7-STAND 208 Arte moderna e contemporanea italiana ed internazionale. Personale di Nag Arnoldi. Orario mostra: venerdì-sabato-domenica re 10-20; lunedi ore 10-13 Padova Fiere


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Nag Arnoldi: opere per la città di Verona

In occasione di Fiera Cavalli, Forum Eurasiatico e delle festività, la Galleria, con il patrocinio del Comune di Verona e dell'Assessorato alla Cultura, espone in tre location d'eccezione alcune opere del Maestro Nag Arnoldi. Grandi Cavalli sarà in Piazza Erbe, Stallone al Palazzo della Gran Guardia, Armigeri (ormai denominata Romeo e Giulietta) in Piazzetta San Rocchetto e il simbolo di Verona, Cavallo Rampante, di fronte alla Fiera di Verona. Dal 29 Ottobre al 15 Gennaio.


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Nag Arnoldi e il cavallo - Nag Arnoldi and the horse

L'esposizione presenterà 30 opere, disegni e bronzi, in grado appunto di ripercorrere gli ultimi trent'anni della carriera artistica di Nag Arnoldi, attraverso i temi più caratteristici della sua ricerca. Particolare attenzione verrà dedicata al ciclo dei cavalli che occupano un ruolo privilegiato nell'immaginario di Nag Arnoldi, a testimonianza della sua predilezione per il mondo animale. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ENG The exhibition will present 30 pieces, drawings and bronzes, which show Nag Arnoldi's last time of work and the most important themes of his research. Horses have a particular role in the imaginary of the artist: they represent Nag's passion for the animal's world.


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SULLA STRADA DI PAOLO - MOSTRA DI DAVIDE ANTOLINI

Titolo: Sulla strada di Paolo Artista: Davide Antolini Sedi espositive: San Pietro in Archivolto, piazza Duomo, Verona. Galleria Ghelfi, piazza Erbe, Verona. Inaugurazione: 7 giugno 2014 ore 18-20 San Pietro in Archivolto, piazza Duomo, Verona Incontro con l’artista: 13 giugno ore 18 Galleria Ghelfi, piazza Erbe, Verona Periodo: 7 – 29 giugno 2014 Orario: Dal lunedì al venerdi, 16.00-19.00 Sabato e domenica 10.00-12,30/ 16.00-19.00 Catalogo con testi introduttivi di Paola Marini e Mario Allegri Ingresso libero Info: www.galleriaprivata.it adriana.ros@galleriaprivata.it cell.3497762454 “L’esposizione di Antolini vuole essere un omaggio al Veronese, nel quale, sin dall’inizio della sua ricerca, ha trovato un punto di riferimento incondizionato: inizialmente una sorta di esaltazione, un mito vero e proprio e, in tempi più maturi, una certezza culturale unita ad un’ammirazione consapevole. In Paolo Davide ha individuato la fonte di molti aspetti creativi che contraddistinguono la sua pittura: l’instancabile vena narrativa, gli accenti ludici che sfiorano talvolta l’ironia, il manierismo delle figure in movimento, il rapporto con un architetto prediletto, l’horror vacui, l’apertura su cieli seducenti.” (citazione dal testo introduttivo Antolini–Veronese di Paola Marini) “La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi”. Davide Antolini, sin dai primissimi esordi, ha fatto sua la massima proustiana, riconvocando di volta in volta nelle sue tele o nei suoi schizzi le suggestioni e i reperti di una cultura raffinata, e in taluni affondi personali quasi esoterica (gli studi sul colore approfonditi per via filosofica), rigiocati (nell’ampio significato tedesco di gespielt, cioè messi in scena) con la leggerezza e la giocosa disinvoltura che poi sono i tratti più distintivi, o quantomeno più appariscenti, del suo carattere. Il che non significa mimesi antifrastica o dissacratoria, sia perché Davide sa bene che ogni ripresa esplicita è già di per se stessa distanza e allontanamento dal modello, sia perché il modello, Paolo Veronese nel caso specifico di questa mostra, è molto più di un’autorità artistica consacrata per chi, come lui, è cresciuto all’ombra del campanile di San Paolo, nell’omonima contrada cittadina dove lavorava il nonno - altro Paolo e altro artista - e nell’omonima chiesa dove è custodita la splendida Pala Marogna del Caliari chissà quante volte incontrata con gli occhi.” (citazione dal testo introduttivo La vera scoperta di Mario Allegri)


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MUSICA E PITTURA CON LA CANTANTE KARIN MENSAH E IL PITTORE ANTONIO TAMBURRO

CON IL CONTRIBUTO DI BANCA MEDIOLANUM Accademia di Alta Formazione Musicale e Antonio Tamburro presentano una serata di festa tra musica e colore. GIOVEDì 29 MAGGIO ALLE ORE 18.30 GALLERIA GIORGIO GHELFI PIAZZA ERBE, 31 - 37121 VERONA


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OLTRE - Sergio Saccomandi

9-24 Maggio 2014. Inaugurazione venerdì 9 maggio ore 18.00 da "Il teatro della pittura" a cura di Luigi Meneghelli Molti degli interpreti dell’opera di Saccomandi, hanno fatto riferimento ad una sottile vena surreale. Ma il rilievo può funzionare per quanto riguarda la volontà di scavo dentro e oltre la realtà ordinaria o il desiderio di conseguire uno spazio illusionistico. Non funziona più, però, se ci si richiama all’automatismo, alla dimensione dell’inconscio, ai sogni naïf, tipici del Surrealismo. La trasgressione della percezione normale in Saccomandi ha a che fare piuttosto con quella che è la finzione stessa della pittura e con i suoi statuti basati invariabilmente sullo spaesamento. Egli arriva ad affidarsi addirittura ad arguti giochi al limite del tromp-l’oeil, come in Capriccio n.25 (del 2005), dove la figura dipinta di un colombo sembra sfamarsi su di una bianca striscia pittorica o come in Vedova allegra (del 2013), dove un altro uccello si regge sul disegno di una fantomatica cornice. Significa aggiungere al fascino formale della pittura quello spirituale dell’inganno, della mistificazione dei sensi: un po’ come succedeva anche in molte “Allegorie” e “Vanità” nel XXVII Secolo. E che lo sguardo di Saccomandi si rivolga all’Arte e alla sua storia è ribadito dal fatto che spesso nel suo lavoro si incontrano citazioni letterali, echi, evocazioni di immagini del passato: dal coniglio di Dürer, alla bagnante di Ingres, dal canestro di frutta di Caravaggio, al Cristo morto di Mantegna (ripreso in una raffinata incisione): E’ come se tutta la sua lunga ricerca fosse una ininterrotta interrogazione sul senso della rappresentazione, intesa come ri-presentazione, doppio, specchio del reale. Questa “non è la vita, scrive sempre l’artista, ma l’ombra, l’inganno della vita”. E’ il tentativo di coglierla, moltiplicando i dettagli all’infinito, ma senza mai arrivare ad alcuna soluzione. E’ alludere senza rivelare. E’ fare cenno senza dire. O, al contrario, “far vedere” pure quello che non c’è, l’altra faccia del mondo (come accade anche su qualsiasi palcoscenico che si rispetti).


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SERGIO ANDREOLI "Le perturbazioni dell'anima"

Dal 26 Marzo al 13 Aprile 2014 Inagurazione mercoledì 26 Aprile ore 18.00 15 opere di grandi dimensioni........


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NAG ARNOLDI A VERONA PER FIERA CAVALLI

Esposizione di due opere monumentali dello scultore Svizzero Nag Arnoldi, in contemporanea alla manifestazione equina internazionale (Fiera Cavalli) a Verona. Un grande gruppo di (Tre cavalli) è collocato in Piazza Erbe e una scultura monumentale (Armigeri) è in Piazzetta S. Rocchetto. Fino al 20 Novembre 2013.


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IL TRIO DI PIAZZA DEL POPOLO: Angeli, Festa, Schifano

Dal 22 Febbraio al 10 Marzo 2013. Inaugurazione Venerdì 22 Febbraio 2013 ore 18.00. Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano alla galleria Giorgio Ghelfi di Verona. “Il trio di Piazza del Popolo” s' intitola la mostra, nella quale una ventina di lavori, su tela e su carta, ricordano l' avventura, per un tratto comune, dei tre artisti prematuramente scomparsi che, sull' avvio degli anni Sessanta, diedero vita a quella «scuola di piazza del Popolo» - scuola molto poco accademica, e molto invece giovanilmente aggressiva ed eversiva nei confronti d' ogni tradizione - che sembrò per tanti versi rinnovare l' empito verso il nuovo che tanto prima aveva segnato, con la coinè di via Cavour, gli albori della prima «scuola romana». Per un attimo tentati dal rigore del monocromo, poi presto sedotti da quel ritorno ad una straniata figurazione che un po' in tutta Europa prendeva allora a premere, sull' onda dei messaggi provenienti d' oltreoceano, i tre fornirono assieme, pur in registri di forma assai diversi, una versione fortemente autonoma delle suggestioni neo-figurali della pop art: ne uscì una pittura ricca di memorie visive da dir propriamente italiane, tramata di frequente, insieme, da un' ironia leggera e da una dolce, smagata malinconia, e talvolta da quel malessere che non tardò a segnare, fin aspramente, la vita di ciascuno. Ben nota, e ripercorsa ora di frequente anche da impegnative rassegne museali, la vicenda di Schifano: la cui solitaria grandezza è però ancora lontana dall' essere percepita in tutto il suo spessore.


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ANTONIO TAMBURRO

NEWS: 10 opere di grandi dimensioni, dal 15 al 30 novembre 2012. OPENING: Giovedì 15 Novembre 2012 ore 18.00


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POMPEO BORRA

Disegni, acquarelli, tempere e oli inediti dal 1926 al 1970. Inaugurazione venerdì 13 Aprile alle ore 18.00. Esposizione dal 13 al 26 Aprile 2012


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FERRUCCIO GARD - CROMATISM

Il maestro del colore Ferruccio Gard festeggerà i suoi 41 anni di ricerche sul cromatismo e la percezione visiva con due mostre personali in programma a Verona alla Galleria Giorgio Ghelfi, dal 9 al 20 marzo e al Museo Municipal de Bellas Artes di Salta (Argentina), dal 1marzo al 29 aprile 2012 Gard è reduce da un anno di successi, con varie presenze alla 54. Biennale di Venezia (Padiglione Nazionale Italia, all’Arsenale; mostra “ Crackad Culture?”, organizzata dal Guandgdong Museum of Art (Cina); Padiglione Italia-Padiglione Tibet, Palazzo Nervi, Torino, e mostre personali al Museo Municipal Genaro Pérez di Cordoba (Argentina) e all’Europaisches Kulturzentrum Remagen, in Germania). Ferruccio Gard è stato fra i protagonisti, sin dagli anni settanta, della optical art, la corrente che, nel XX secolo, ha rivoluzionato il modo di concepire l’arte e che è stata tenuta a battesimo, nel 1955 a Parigi, da Victor Vasarely con la mostra “ Le mouvement” alla Galleria Denise Renè. E’ poi passato, negli anni novanta, all’astrattismo geometrico, all’astratto-informale e infine al nuovo astrattismo, del quale è diventato uno dei principali esponenti. Considerato un maestro del colore, in questi ultimi anni è contemporaneamente tornato a rivolgere le sue ricerche cromatiche anche verso la sempre amata op art, conosciuta in Italia come arte programmata e concreta(termine che può riassumere anche le altre varie definizioni della Nuova Tendenza, quali costruttivismo, arte gestaltica, cinetica e ricerca visuale). Alla galleria Giorgio Ghelfi di Verona e al Museo Municipal di Salta il maestro presenterà sia quadri cinetici sia gli ormai famosi quadri astratti a macchie, oggetto di imitazioni, anche sfacciate, da parte di numerosi artisti. Saranno tutte opere recenti, con le quali Gard proporrà un viaggio lirico nel colore e nelle sfolgoranti profondità dell’essere, all’insegna anche di una musicalità cromatica che cattura e coinvolge. Fra esplosioni di colori sulla spazialità della tela e i movimenti e le vibrazioni percettive, Gard si propone di rappresentare la realtà, con l’insieme delle sue contraddizioni, fra gioie e sofferenze, speranze e delusioni, rese attraverso l’utilizzo di rapporti e corrispondenze ottiche. Per questo le sue opere astratte e cinetiche possono essere definite “emozioni e poesie cromatiche”. Le sue principali fonti di ispirazione sono gli affascinanti e suggestivi colori delle montagne venete e di Venezia nelle infinite e continue variazioni cromatiche e di luce in relazione al mutare delle stagioni e delle condizioni meteorologiche. Sono quadri improntati essenzialmente all’ottimismo e alla gioia di vivere, che richiedono la sensibilità di un osservarore attento, sul quale esercitano un fascino magnetico che cattura l’occhio del fruitore, attirandolo all’interno di un’esplosione di colori e di forme. Gard ha al suo attivo sei Biennali di Venezia (1982, ’86,’95, 2007, 2009 e 2011), l’XI Quadriennale nazionale di Roma (’86) e oltre 140 mostre personali in Musei e gallerie di tutto il mondo, da Pechino a New York, da Praga a Bruxelles, da Venezia a Firenze. Ferruccio Gard è nato a Vestignè (Torino)nel 1941. Veneto d’adozione, dal 1973 vive e lavora a Venezia. Il primo riconoscimento a livello nazionale lo ha avuto nel 1974, con l’invito alla XII Quadriennale nazionale della Società Promotrice Belle arti di Torino. Della sua arte hanno scritto i più famosi critici, da Giuseppe Marchiori, ideatore a Venezia, nel 1947, dello storico “ Fronte Nuovo delle arti” a Pierre Restany, fondatore a Parigi del Nouveau realisme e ad Achille Bonito Oliva, teorico della Transavanguardia e a celebri pittori,poeti e scrittori, da Andrea Zanzotto a Paolo Ruffilli e Jorge Amado, da Virgilio Guidi a Piero Dorazio. Verona, Galleria Giorgio Ghelfi, 9-20 marzo 2012 Salta (Argentina), Museo Municipal de Bellas Artes, marzo-aprile 2012.


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NAG ARNOLDI A VERONA

Esposizione di due opere monumentali dello scultore Svizzero Nag Arnoldi, in contemporanea alla manifestazione equina internazionale (Fiera Cavalli) a Verona. I due gruppi di tre cavalli sono collocati in Piazza Erbe e all'interno della Fiera (Ingresso S. Zeno). Fino al 14 Novembre 2011.


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RICHARD HESS: erotismo, astrattismo e materia

Dal 20 maggio al 6 giugno 201 - inaugurazione venerdì 20 maggio alle ore 18.00 la Galleria d'Arte Giorgio Ghelfi presenta 40 opere realizzate dal 2005 al 2010 dell' artista berlinese di fama internazionale. Gessi, terracotte, bronzi, bassorilievi in terracotta e acciaio temperato, ma anche qualche disegno inedito. Nasce nel 1937 a Berlino. Giovanissimo si interessa alla scultura. Inizia gli studi nel 1952, frequentando fino al 1955 la Scuola Professionale per la scultura lignea di Berlino. Terminati gli studi, nel 1963 inizia la sua attività artistica cui affianca, negli anni, l' insegnamento in varie Università e Accademie tedesche. Dalla fine degli anni' 80 inizia ad esporre, oltre che in Germania, anche in Italia. Nel 1997, per descrivere la sua opera e l' evoluzione della sua ricerca negli anni, afferma: ogni scultore deve trovare la propria dimensione tra natura e geometria. Durante il suo percorso artistico partecipa a diverse tra le più importanti rassegne in Europa e in Italia tra cui la Biennale di Venezia (1995), la Biennale di Bad Homburg (1996), il "MiArt" di Milano (1999), l' Art Miami 2000" , "'International Art Exposition" (1999), la rassegna " L' ebbrezza di Noè. Sedici artisti per San Gimignano" alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea R. De Grada della città di San Gimignano (2003). Presenta, inoltre, numerose mostre personali fra le quali le più recenti: a Cesena (1997), con opere presenti nella Rocca Malatestiana, "Nel segno del Tempo", alla Rocca Sforzesca di Imola (2001), alla Galerie Ludwig Lange a Berlino (2001), "Il Diavolo & l'Acquasanta - Tarocchi Fantastici"; a cura di A.Paolucci e M.Zattini presso il Museo Archeologico di Sarsina. Sue opere sono presenti in Musei e collezioni private in Italia e all' estero. A conferma della critica del suo percorso artistico riceve numerosi riconoscimenti ufficiali tra cui: il Premio per la Grafica della Maison de France a Berlino (1958) e il Premio della Scultura alla Biennale di Bad Homburg (1996). E' membro dell' Accademia Nazionale di San Luca dal 2005 .


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OMAGGIO A PIO SEMEGHINI

Omaggio a Pio e Gianna Semeghini - Giorgio Ghelfi e Daniele Giovanardi vi invitano all'inaugurazione della mostra venerdì 6 maggio 2011 alle ore 18.00 In mostra 15 olii e 35 disegni enediti fino al 15 maggio 2011


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ANDREA PADOVANI

ANDREA PADOVANI DAL 6 AL 24 APRILE 2011 INAUGURAZIONE VENERDI\' 8 APRILE 2011 ore 18.00 35 opere scelte \"Ispirazione radicata in un solido bagaglio culturale indiscutibilmente europeo, tecnica pittorica in cui convergono echi impressionisti e rivisitazioni epressioniste, senso del colore vivace, deciso, mediterraneo, versione luministica giocata su audaci contrasti chiaroscurali e cromatici ........ Tutto ciò si può dire della pittura di Andrea Padovani, senza tuttavia riuscire a rendere con le parole ciò che solo lo sguardo diretto può cogliere. I suoi quadri infatti, frutto di una rielaborazione ed una interpretazione del tutto personale ed originale di temi quotidiani, sono lontani da qualsiasi intellettualismo, non si possono raccontare: paesaggi en plein air, scene metropolitane, assolate marine e soprattutto interni, scorci di ambienti familiari, oggetti semplici e comuni, nature morte di essenziale semplicità ed immediatezza in contesti domestici.........\"


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Antonio Tamburro: vedute di Verona

Il nuovo stile di Antonio Tamburro esprime l'evoluzione pittorica del maestro che come sempre riesce a infondere nei suoi quadri una grande forza espressiva e comunicativa. Il colore rimane il protagonista indiscusso, ma in queste opere emerge con una maggiore energia per via delle ampie campiture e pennellate più sciolte che rendono i quadri ancora più suggestivi ed immediati. Grazie alla sua maestria nell'uso del colore, nei segni dinamici e pennellate materiche , Antonio Tamburro riesce a dare vita a nuove e molteplici forme apparentemente nate dalla casualità del gesto ma invece originate dalla sua grande sensibilità nell’osservazione della realtà.


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La Posta della Olga

La S.V. è gentilmente invitata venerdì 4 febbraio 2011 ore 18.00 alla presentazione del nuovo libro "La Posta della Olga" di Silvino Gonzato pubblicato in collaborazione tra il giornale "L'Arena" e l'editore "Giorgio Ghelfi". Interverrà l'autore che sarà presentato da Giulio Galetto e Giorgio Gioco.


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Online il nuovo sito

La Galleria Giorgio Ghelfi vi da il benvenuto su galleriagiorgioghelfi.it, il nuovo sito internet della nostra Galleria di Verona. La principale novità, oltre alla consuete ma rinnovate sezioni dedicate alle Edizioni e agli artisti, è siuramente una sezione eventi che vi permetterà di poter rimanere sempre aggiornati sulle nostre proposte artistiche e editoriali e sulle news dell'arte veronese e italiana. Un arrivederci a prestro, La Galleria Giorgio Ghelfi.


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JORN LAM MATTA

La Galleria Giorgio Ghelfi organizza la mostra "Jorn Lam Matta - Tre selvaggi che facevano avanguardia" dal 19 novembre al 5 dicembre 2010. Jorn, Lam, Matta, perchè insieme in una mostra? Diverse le motivazioni che hanno indotto a riunire opere di tre tra le maggiori personalità artistiche internazionali del secolo scorso. Innanzitutto, partendo dalle caratteristiche più generali, possiamo evidenziare la sincronicità in termini di tempi e di luoghi delle loro attività, argomento per il quale si rimanda alle biografie, presupposto a cui va accostata la qualità cosmopolitica dei singoli profili umani e professionali, l’attivismo costante, concitato e dinamico, e l’assunzione di una sigla sperimentale onorata da ciascuno per l’intero iter artistico.Oltre a questi aspetti generici, esistono però motivazioni ben più specifiche che giustificano l’accostamento prescelto. Innanzitutto occorre partire dalla comune formazione giovanile parigina, avvenuta per Jorn, Lam e Matta nel corso dei secondi anni trenta, epoca cruciale in una Parigi che costituiva destinazione imprescindibile per gli intellettuali che vi bonificavano le origini provinciali, assumendo di riflesso le avanguardie attraverso gli ultimi rimandi della Scuola di Parigi, i riflussi della prima generazione dei modernisti, nel passaggio di testimone alla nuova ondata di artisti, nonché l’eredità primitivistica fondamentale trasmessa da figure titaniche come quelle di Gauguin, Derain, Picasso, Braque, l’influenza dirompente di Picasso e di Léger, vis à vis con lo scenario agitato dai surrealisti, Breton in testa, tra le loro scissioni, controversie, evoluzioni e mutazioni.


Luciano Minguzzi

(1970) La famiglia
bronzo, cm 46 x 54

artisti

  • Accardi
  • Adami
  • Afro
  • Angeli
  • Bigolli
  • Bogoni
  • Boetti
  • Borra
  • Casorati
  • Cassinari
  • Castellani
  • [...]

eventi e mostre

ARTEPADOVA 2017

10-13 Novembre 2017 Padiglione 8 Stand 10-12 Orario: Venerdì, sabato, Domenica ore 10.00-20.00

OMAGGIO A NAG ARNOLDI

La Galleria Giorgio Ghelfi in occasione della 119° Fieracavalli di Verona, dedica una mostra person

BERNARD AUBERTIN

In mostra dal 9 al 24 giugno - Galleria d'Arte Giorgio Ghelfi - 25 opere scelte, dai tableaux clous

Per una prima introduzione all’arte di Nag Arnoldi (Locarno 18 settembre 1928 – Lugano 9 febbraio 2017)

Per cercare di trovare la cifra e il codice che sono la trama intima, quella che giustifica t

BUON NATALE

La Galleria d’Arte Giorgio Ghelfi augura a tutti BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO MERRY CHRISTM

Tre grandi maestri a confronto: Nag Arnoldi, Fernandez Arman, Arnaldo Pomodoro

Venerdì 2 dicembre 2016 alle ore 18.00 Opere selezionate, pezzi unici e multipli di tre scultori c